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n°09

Maggio 2013

 
 
 
 

 

 

 Agricoltura in ginocchio

E’ sotto gli occhi di tutti come l’annata meteorologica 2013 sia un vero disastro. Ma c’è qualcuno che soffre più di altri delle piogge incessanti e del freddo che persiste come un lungo autunno: sono gli agricoltori che, come imprenditori, hanno subito danni ingenti e forse non ancora esattamente quantificabili. Per questo ho presentato al Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, un’interrogazione urgente sui danni che il maltempo ha prodotto sull’agricoltura lombarda.

Nel documento spiego i problemi che le continue precipitazioni hanno comportato nei campi: sono impediti gli interventi di lavorazione dei terreni, di semina e di raccolta; non sono stati possibili gli interventi di diserbo, concimazione, distribuzione del letame e dei reflui; i terreni non sono stati preparati con le opportune arature; i programmi di coltivazione aziendali devono essere modificati proprio per l’impossibilità di effettuare le semine programmate con un aumento dei costi di produzione e la mancata produzione. Inoltre, aspetto non secondario, Regione Lombardia produce il 40% del latte italiano e la mancata raccolta dei foraggi che alimentano i bovini da latte va a pesare enormemente sui costi di produzione.

Ho chiesto, dunque, al Ministro se intende mettere in atto interventi urgenti per contrastare la grave situazione che sta interessando gli agricoltori lombardi e se non intenda procedere a valutare lo stato di calamità.

 

Stamina: c’è il decreto

Si chiama Decreto Stamina e permetterà una sperimentazione di 18 mesi con il cosiddetto Metodo Stamina, che fa un particolare uso delle cellule staminali in determinate cure, preparate secondo il sistema inventato da Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation.

Il decreto è stato emendato in fase di discussione alla Camera per riuscire ad avviare la sperimentazione. I casi erano due: si poteva usare il protocollo per i trapianti, oppure quello per i farmaci, e la scelta è caduta su quest’ultimo perché il Metodo Stamina viene riconosciuto come trattamento farmacologico.

Non nego che i dubbi sono tanti, ma in questo modo abbiamo garantito la continuità nella cura di pazienti che sono già stati avviati su questa strada. Alla fine, quello che abbiamo perseguito è stata la volontà di fare chiarezza e dare il massimo delle certezze ai futuri pazienti, oltre che la fondamentale sicurezza nei trattamenti. E d’altra parte, senza questo decreto, si rischiava di aprire un fronte dove chiunque poteva somministrare farmaci senza garanzie minime per i pazienti.

 

Di lotta e di governo

Uno dei temi che viene affrontato e che sembra di vitale importanza per il futuro del Pd, è se deve essere un partito di “sinistra” oppure un partito di “centrodestra”. Questa domanda sta creando tensione nei circoli e negli iscritti e simpatizzanti, perché sembra sia la causa della situazione attuale e del Governo cui partecipiamo.

Personalmente, è un’altra la questione più importante ed è: vogliamo essere un partito che vuole governare, oppure un partito che vuole solo fare opposizione?

Non è un aspetto secondario, perché da questo derivano le politiche che poi si sceglierà di portare avanti e di attuare. Decidere di essere forza di governo implica che ci si debba scontrare e confrontare anche con temi e argomenti nodali con atteggiamento di governo e non scegliendo la via breve dell’essere sempre e comunque “contro”. Vuol dire mettere in campo tutte le proposte che vanno nella direzione della soluzione dei problemi. E riconosco che non è facile.

 

In Europa senza sconti

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta è intervenuto alla Camera martedì 21 maggio, spiegando ciò che avrebbe detto nel suo intervento al Consiglio Europeo del giorno dopo. Letta ha spiegato che il Consiglio Europeo avrebbe trattato i temi delle politiche energetiche e della lotta all’evasione fiscale e alla frode.

Sul primo punto il nostro Presidente ha evidenziato l’interesse interno dell’Italia alle fonti rinnovabili e al sistema per ridurre i costi energetici. Sul secondo, la volontà di non dare tregua alle frodi e all’evasione fiscale, in particolare per l’Italia. Inoltre la richiesta di maggiore trasparenza tra Paesi Ue su evasione fiscale e lotta a quei Paesi terzi che permettono di evadere. E per rafforzare l’importanza di questa trattazione, Letta ha sottolineato come senza Stati Uniti d'Europa tutto diventa più difficile e complicato da gestire.

Sembrano questioni apparentemente distanti tra loro, ma che in realtà vanno di pari passo, se non altro per le implicazioni macro e micro economiche. In un certo senso, sono faccende che hanno a che fare con la sopravvivenza stessa della nostra Penisola. Da un lato la necessità di cominciare a risparmiare e tagliare gli enormi costi dell’energia per la produzione e la vita civile. Dall’altro la nostra eterna – e riconosciuta internazionalmente – piaga. Perché non è uno slogan pubblicitario dire che l’evasione danneggia tutti. Se da un lato dobbiamo limitare le spese, dall’altro ognuno di noi deve contribuire al mantenimento di questa nazione, in base alle sue possibilità. E senza sconti. Dal primo all’ultimo.

 

Paolo Cova

 

 

 

 

 

 
   
 
 
 
 

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